Qualis vita, finis ita

 

In morte di Giovanni Paolo II:

Note poco encomiastiche

 

 

Mentre tutti i grandi mezzi di comunicazione si scatenano a cantare, con sospetto unanimismo, le lodi Giovanni Paolo II e anche coloro che per 364 giorni all’anno pugnalano la morale e la dottrina cattolica, prendono per un giorno le gramaglie per il defunto, si può tracciare un rapido bilancio dello scomparso fuori del coro e di là dall’enfasi sentimentale dei parrocchiani in gita turistica a Roma con il pretesto dei funerali?

Siamo infatti certi che la storia o, meglio, la Provvidenza Divina che si manifesta nella storia s’incaricherà di rendere il giusto demerito all’operato di Karol Woytjla, sia pure per motivi di critica del tutto opposti a quelli sollevati da Hans Küng e dai ferrivecchi del ’68 ecclesiastico scaturito dal nefasto concilio vaticano II, del quale non si parlerà mai male abbastanza.

Compito primario di un Papa è quello di confermare nella Fede i fratelli. Ha fatto questo Giovanni Paolo II? Vediamolo, scorrendo i suoi pronunciamenti a volo di uccello.

 

ECUMENISMO - Ha indetto, benedetto, partecipato e fatto partecipare a raduni ecumenici e interreligiosi a massa (celebri le adunanze panreligiose di Assisi del 1986 e del 2002), equiparando la vera alle false religioni e attribuendo a queste ultime una qualche funzione salvifica, mentre il dogma insegna che fuori della Chiesa Cattolica non c’è salvezza e che scismatici, eretici, giudei, pagani e idolatri vari, se non entrano visibilmente o quanto meno invisibilmente dentro questa sola Chiesa, si dannano. Addirittura si è recato in sinagoga, autorizzando il giudaismo che rifiutò Gesù Cristo e lo mise in croce a pensare di essere ancora erede delle promesse dell’Antico Testamento sul Messia, promesse ormai adempiutesi in Gesù Cristo. Si è recato in moschea, ha baciato il Corano, il libro sacro della setta musulmana; è entrato in templi idolatrici; ha ricevuto in fronte il battesimo indù, fatto con sterco di vacca. L’effetto pratico è stato quello di abbassare la sola Chiesa fondata da Gesù Cristo al livello delle sette suscitate dal diavolo, di rinnegare la divinità di Gesù Cristo, unico Salvatore, contro il precetto delle Sacre Scritture secondo cui “tutti gli dei delle genti sono demoni” (Salmo 95, 5) e contro l’insegnamento dei Padri della Chiesa, secondo cui “non ha Dio per padre chi non ha la Chiesa per madre” (San Cipriano). Si è martiri per la causa del martirio, cioè perché si soffre la morte per il vero Dio e per la sua vera Chiesa: ebbene in Moravia Giovanni Paolo II ha riconosciuto la palma del martirio anche agli eretici protestanti, periti per la loro (falsa) confessione contro i cattolici. Il fallimento dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso è evidente poi sol che si consideri che non una delle confessioni che ruppero a suo tempo con la Chiesa Cattolica o di quelle non cristiane è ritornata nell’autentico ovile di Cristo.

 

COMUNISMO - Non solo non ha fatto nulla per farlo crollare, né da Arcivescovo di Cracovia, né dopo (il comunismo sovietico è caduto per crisi interna e per la fermezza della politica statunitense di Ronald Reagan). Ma, continuando nell’Öst-politik vaticana varata da Giovanni XXXIII e da Paolo VI sulla linea del vaticano II, che si rifiutò di ripetere la condanna del comunismo, Woytjla ha ricevuto e coperto con il prestigio della Chiesa tutti i leaders comunisti, persecutori dei cattolici e con le mani lorde del loro sangue: così con Gorbaciov e moglie, quando era a capo dell’URSS, a dispetto della sanguinosa repressione nei Paesi baltici; così con il polacco Jaruzelski; così con Mandela. A Fidel Castro poi ha riservato un trattamento speciale, ricevendolo non solo in Vaticano, ma recandosi a omaggiarlo a Cuba, nonostante il disperato appello dei dissidenti cubani e nonostante le fucilazioni e le incarcerazioni disposte dal regime. Si capisce perché el Lìder Maximo lo descriva all’indomani della morte come “un indimenticabile amico”. Identico atteggiamento aperturista con la Cina comunista e con la chiesa patriottica cinese scismatica, che perseguita i cattolici fedeli alla Santa Sede. Si aggiunga l’abbandono del Libano cristiano, che ha dovuto attendere l’era Bush, per veder liberate le sue terre dall’occupazione siriana.

 

PACIFISMO E IMMIGRAZIONISMO - Identica linea filo-comunista, terzomondista e filo-islamica Giovanni Paolo II ha manifestato al tempo della prima e della seconda Guerra del Golfo, benedicendo il letamaio delle manifestazioni dei centri sociali, dei parrocchian-bolscevichi e di tutte le sinistre che osteggiavano la politica dell’amministrazione conservatrice statunitense. Addirittura l’emissario a Bagdad di Woytjla, il card. Etchegaray, già organizzatore del raduno interreligioso di Assisi del 1986, aveva solo parole di elogio per Saddam Hussein, come per la Cina comunista. Parimenti costante è stato l’impegno di Giovanni Paolo II nel favorire il fenomeno migratorio e la nascita di una società multietnica e multireligiosa, soprattutto benedicendo l’operato delle varie Caritas e dei missionari più progressisti.

 

NUOVO CONCORDATO E RINUNCIA ALLO STATO CATTOLICO - In accordo con Craxi nel 1984 ha varato un concordato da lui definito “di portata ideale” che, sulla base della costituzione italiana e del vaticano II, sopprime il cattolicesimo quale religione di Stato, liquida il carattere sacro della città di Roma, ha prodotto un salto nella secolarizzazione della scuola e dei pubblici uffici, dai quali sempre più spariscono i crocifissi, sopprime l’antico sistema beneficiale con l’8 per mille che riempie le casse dell’iper-centralizzato Istituto per il sostentamento del clero, nel quale confluiscono tutti i beni, così da maggiormente vincolare, con la dipendenza economica, tutto il basso clero.

 

NAZIONALISMO POLACCO e rivoluzione francese - Alla Dieta di Varsavia Woytjla si è messo a cantare a squarciagola l’inno nazionale assieme ai parlamentari polacchi. Quest’inno elogia Bonaparte, l’infame rivoluzione francese, il generale Dombrowski alleato del còrso nell’opera di distruzione dell’Italia e dell’Europa cattolica e tradizionale. Fu composto il 30 giugno 1797 a Reggio Emilia, mentre le truppe polacche occupavano il palazzo vescovile e coadiuvavano i giacobini nel massacro delle istituzioni cristiane e della Chiesa stessa. È immaginabile San Pio X o Pio XII, per non dire Pio IX che canta a Montecitorio il massonico Fratelli d’Italia assieme a La Russa e Bertinotti? Come può un Pastore universale immeschinire così la sua missione? D’altra parte nel suo viaggio in Francia Giovanni Paolo II aveva benedetto il trinomio rivoluzionario liberté, egalité, fraternité come idee cristiane.

 

LA RICHIESTA DI PERDONO PER LE “COLPE” PASSATE DELLA CHIESA - Altra gravissima ferita inferta da Giovanni Paolo II alla Chiesa, da lui di fatto ripudiata, è avvenuta il 12 marzo 2000, prima domenica di Quaresima dell’Anno Santo, quando nella Basilica di San Pietro in Roma, con il concorso di diversi eminentissimi Cardinali di Curia, Wojtyła e i suoi hanno chiesto perdono non solo per eventuali mancanze umane di questo o di quel cristiano, ma della Chiesa in quanto tale, la quale invece è sempre santa, per mandato ricevuto dal suo Divin Fondatore. Così Woytjla ha chiesto perdono per “colpe nel servizio alla verità” (Inquisizione, sebbene istituita dai Papi stessi e diretta spesso da Santi, reclutati fra i religiosi dell’Ordine di San Domenico e di San Francesco e nonostante lo spoglio dei processi ne abbia dimostrata la prudenza); per “peccati che hanno compromesso l’unità del Corpo di Cristo” (cioè per scismi ed eresie varie di quanti lasciarono la Chiesa e che sono da imputare a quest’ultima); per “colpe nei rapporti con Israele”, istituendo addirittura un legame fra le persecuzioni e l’antisemitismo nazisti (in realtà la giusta critica al giudaismo da parte cristiana fu motivata dal rinnegamento israelita della divinità di Gesù Cristo con conseguente sostituzione della Chiesa ad Israele nell’elezione divina, mentre Giovanni Paolo II ha chiamato “nostri fratelli maggiori”, gli ebrei increduli e perciò riprovati da Dio); per “comportamenti contro l’amore, la pace, i diritti dei popoli, il rispetto delle culture e delle religioni” (Crociate, pur se bandite dai Papi e predicate da Santi; per “peccati che hanno ferito la dignità della donna e l’unità del genere umano” (nel segno dell’egualitarismo giacobino-comunista-terzomondista dunque e con accuse alla Chiesa di presunte discriminazioni razziali); per “peccati nel campo dei diritti fondamentali della persona” (con accenti che richiamano la marxistica teologia della liberazione). Si aggiungano poi i peccati di “inimicizia verso gli aderenti ad altre religioni e verso gruppi sociali più deboli, come quelli degli immigrati e degli zingari”. Ulteriori richieste di perdono Giovanni Paolo II ha avanzato ai Moravi (cfr. canonizzazione di Jan Sarkander, nella Repubblica Cèca, 21 maggio 1995), agl’Indios dell’America Latina e agli africani per la tratta degli schiavi (cfr. rispettivamente Messaggio agli indiani d'America, Santo-Domingo, 13 ottobre 1992 e Discorso a Yaoundé, 13 agosto 1985).

 

MASSONERIA E FALSA SCIENZA - Del pari dal nuovo Codice di Diritto Canonico è sparita ogni esplicita menzione di condanna della setta massonica. Giovanni Paolo II ha ricevuto del resto diverse associazioni paramassoniche, alcune di basso livello come i rotariani, altre ben peggiori, fra cui addirittura ilBnai Brith, la massoneria giudaica. La revisione da parte di Giovanni Paolo II del processo che condannò Galileo alla recita dei sette salmi penitenziali per le sue intrusioni nell’interpretazione dei Testi Sacri, condanna disposta dal Cardinale gesuita San Roberto Bellarmino in accordo con il Papa del tempo, ha dato nuova linfa a un cavallo di battaglia (quantunque infondato) della propaganda massonica e di tutti gli anticlericali. Idem dicasi per i cedimenti woytjliani all’infondata ipotesi evoluzionista darwiniana.

 

La DESACRALIZZAZIONE DELLA FIGURA DEL PONTEFICE - Woytjla non ha voluto il triregno papale, né la sedia gestatoria, né ha voluto usare il plurale majtstatis, quel Noi usato fino a Paolo VI e con cui i Papi e i Re parlavano a nome proprio e di Gesù Cristo, del quale fanno le veci. Amava però farsi ritrarre in giacca a vento, da sciatore, mentre scherza con il suo grande amico l’anticlericale Pertini, mentre nuota o mette in testa un cerchio di piume indiano o qualche altro ridicolo copricapo. O ballando a raduni rock. O involgendosi in un orribile mantello color carta da cioccolatino, come per il giubileo del 2000. Egli ha svilito come nessuno mai aveva fatto prima di lui ogni attribuzione di regalità della figura papale, sia naturale che soprannaturale (in quanto Vicario di Gesù Cristo).

 

LITURGIE CREATIVE - Spaventose le coreografie da stadio, le concelebrazioni, i paramenti e gli oggetti da Messa o le liturgie creative di Giovanni Paolo II, che fu tra i primi a dare la comunione in mano ben prima che i vescovi italiani l’autorizzassero. Ha confermato gli orrori neoprotestantici della nuova messa conciliare, aggiungendovi le danze tribali e terzomondiali nella Basilica di San Pietro o addirittura nudiste, con lettrici a seno scoperto all’estero. Ha anche manomesso le stazioni della Via Crucis consegnateci dalla Tradizione per consentire soltanto, in spirito protestante, quelle che compaiono nei Vangeli. Anche la pratica otto volte secolare del Santo Rosario è stata da lui scassinata, introducendo i cosiddetti misteri della luce di sua invenzione. Ha introdotto un nuovo Rituale Esorcistico inefficace e invalido, tant’è che tutti gli esorcisti ricorrono ancora a quello vecchio postridentino. La Santa Messa Tridentina, cioè quella latina secondo l’antico rito, l’ha consentita, è vero, cosa di cui non c’era nemmeno bisogno, ma ha lasciato ogni applicazione e fruizione di quel suo permesso (il cosiddetto Indulto) all’arbitrio dei vescovi che, più progressisti di lui, fanno di tutto per impedire ai fedeli l’accesso alla Santa Messa di sempre.

 

SINODALIZZAZIONE E DEMOCRATIZZAZIONE DELLA CHIESA - Grazie al nuovo ruolo riconosciuto dal vaticano II alle Conferenze Episcopali, queste hanno acquisito un potere crescente che ha messo sempre più in ombra la Curia Romana, accentuando le spinte centrifughe in senso progressista, come si è visto al tempo della difesa della famigerata e marxistica teologia della liberazione da parte di interi episcopati nazionali, come quello brasiliano. Parallelamente le comunità ecclesiali di base, sorta di soviet parrocchiali, il riconoscimento di movimenti eretizzanti come i neocatecumenali, i carismatici, i focolarini ecc. unitamente alla democratizzazione di diocesi e parrocchie (con assemblee, commissioni, consigli pastorali ecc.) hanno ulteriormente infiacchito il tessuto della Chiesa. Addirittura, per andare incontro agli acattolici, Woytjla si è detto disponibile a ridiscutere il ministero petrino, cioè il Papato stesso.

 

FEMMINISMO, EDUCAZIONE SESSUALE E MORTE CEREBRALE - Nella Lettera Apostolica Mulieris dignitatem si è scagliato contro il potere maschile, parlando di giusta opposizione femminile a quanto prescrive (oltre che la natura) la Sacra Scrittura e il tradizionale Magistero Papale a proposito della gerarchia domestica, che vede nel marito il capo della donna e della famiglia. Giovanni Paolo II ha sostenuto, con interpretazione inaudita, che tutti i brani biblici in cui si parla della sottomissione della moglie al marito sono da intendere nel senso di sottomissione reciproca fra i coniugi; ha avvallato l’educazione sessuale (in realtà un’iniziazione al sesso dei minori al di fuori del controllo della famiglia) e la coeducazione fra i sessi, sempre condannata dal Magistero tradizionale della Chiesa. Basti pensare ai promiscui raduni giovanilistici che tanto piacevano allo scomparso e non casualmente esaltati dalla stampa e dalle televisioni. Ha ceduto sulla definizione puramente legale di morte cerebrale, accettando l’equiparazione morte del cervello = morte, nonostante oggi sia ridiscussa in sede medica, nonostante non sia possibile accertare tutte le funzioni del cervello, nonostante i casi di risveglio di persone già dichiarate espiantabili, nonostante la sedazione dei “morti cerebrali” per attenuarne le terribili sofferenze dovute al prelievo d’organi a cuore battente e con respirazione e circolazione regolari.

 

MORALE SESSUALE, DIFESA DELLA VITA E RADICI CRISTIANE - Vero è che Woytila ha difeso il matrimonio, la famiglia e la morale sessuale della Chiesa, contro aborto, divorzio, omosessualismo, eutanasia e ha richiesto invano l’inserimento delle radici cristiane nella costituzione europea. Ma la salvaguardia di queste posizioni è stata così debole da non aver avuto nemmeno il coraggio di chiedere l’abrogazione dell’aborto e tanto meno del divorzio ai parlamentari italiani, quando Giovanni Paolo II si è recato in visita alle Camere (e dire che oggi vi sarebbe tendenzialmente una maggioranza antiaborista fra i parlamentari); ha chiesto loro invece un’amnistia per i detenuti, in un contesto di ordine pubblico precario, così da accrescere il senso d’impunità dei malfattori e l’insicurezza degli onesti. Idem per la parata sodomita a Roma nell’anno giubilare 2000 o per l’Unione Europea presieduta da Prodi: se la diplomazia vaticana avesse voluto a qualsiasi costo evitare i pederasti per le strade della Città Santa o imporre un riferimento alle radici cristiane o mettere uno stop all’invadenza comunitaria a pro delle coppie omosex, minacciando sanzioni elettorali, certamente avrebbe ottenuto qualche rilevante successo. Anche la normativa che consente la fecondazione artificiale, strenuamente difesa dalla Conferenza Episcopale Italiana ha trovato avvallo in Giovanni Paolo II, Primate d’Italia, pur se non è cattolica, ammettendo la fecondazione omologa (cioè all’interno del matrimonio e di coppie di fatto) e consentendo la soppressione di due embrioni su tre di quelli che vengono impiantati.

 

CONCLUSIONE - Da quanto siamo venuti dicendo, si capisce perché lo spirito del mondo piange oggi Giovanni Paolo II Magno, com’è stato chiamato, invocandone magari una canonizzazione immediata, a furor di stampa e di auditel. “Guai a voi quando tutti gli uomini parleranno bene di voi, perché i padri loro facevano lo stesso con i falsi profeti!” (Luca 6, 26). E Gesù soggiungeva: “Io non prego per il mondo”. Asciughiamo perciò le lacrime della Santa Chiesa da Giovanni Paolo II e dagli uomini del vaticano II così terribilmente lacerata e castigata, affinché Ella asciughi le nostre lacrime di perseguitati per la Fede da quanti oggi occupano indegnamente e sacrilegamente le leve della Chiesa, in alleanza con la rivoluzione anticristiana. Infatti, “se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò ch’è suo; poiché invece non siete del mondo […] per questo il mondo vi odia. […] Nessun servo è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Giov. 15, 18-20). Preghiamo Iddio, per le promesse di Fatima, che ci conceda un Papa Cattolico, che venga al più presto la desiderata Restaurazione profetizzata dalla Santa Vergine, per il trionfo della Chiesa e delle tradizionali Istituzioni politiche cristiane, a gloria di Dio e per il bene delle anime.

 

Verona, 7 aprile 2005

 

 

 

 

                                                                                               Maurizio-G. Ruggiero